
L’Osteopatia è davvero utile anche per i neonati, infatti la nascita costituisce il primo grande trauma del meccanismo respiratorio primario: il cranio durante la vita intrauterina e durante il parto può subire delle sollecitazioni che possono essere deformanti. Un tipico esempio può essere la plagiocelafia, la deformazione del cranio alla nascita. Tale anomalia cranica è spesso trattata dagli osteopati che attraverso la capacità di sentire l’elasticità delle suture, di trattarle e di lavorare su aspetti inerenti alla malleabilità ossea aiutano lo sviluppo della forma del cranio.
Anche bambini nati pretermine o podalici possono trarre benefici dai trattamenti di tal tipo. L’Osteopatia può accompagnare il bambino durante la sua crescita, in particolare durante le tappe evolutive più importanti, anche e soprattutto, in senso preventivo. L’osteopata pratica la disciplina attraverso il rispetto dei principi su cui si fonda l’Osteopatia, percependo l’essere umano come unità funzionale dinamica composta da corpo, mente e spirito e consapevole che l’organismo possiede dei meccanismi di autoregolazione che gli permettono di farlo guarire da possibili malattie e mantere lo stato di salute. Infine, come già accennato, la struttura e la funzione sono interrelati a tutti i livelli. Una cura razionale si fonda su questi principi.
L’osteopata, grazie al suo approccio dolce che solitamente rilassa il bambino, lo accompagna durante tutta la crescita. Vi sono delle tappe particolari dello sviluppo nelle quali il trattamento osteopatico può armonizzare e favorire le evoluzioni che il bimbo subisce, per esempio nel primo anno di vita, intorno ai sei mesi e nove mesi. Inoltre l’Osteopatia in questa fase di vita ha un forte valore preventivo.

