
Con l’aumentare dell’età anche il connettivo invecchia e subisce delle modifiche, diventa così meno flessibile. La capacità dell’organismo di adattarsi ai cambiamenti diminuisce in generale, il sistema uomo nella terza età rallenta di molto la propria velocità di comunicazione lungo le sue connessioni. L’osteopata è consapevole di questi mutamenti e in base a questi indirizza la terapia osteopatica che in ogni caso migliora la funzionalità delle strutture esistenti del soggetto in questione, in quanto libera mobilità e, di conseguenza, migliora la qualità di vita. L’osteopata pratica la disciplina attraverso il rispetto dei principi su cui si fonda l’Osteopatia, percependo l’essere umano come unità funzionale dinamica composta da corpo, mente e spirito e consapevole che l’organismo possiede dei meccanismi di autoregolazione che gli permettono di farlo guarire da possibili malattie e mantere lo stato di salute. Infine, come già accennato, la struttura e la funzione sono interrelati a tutti i livelli. Una cura razionale si fonda su questi principi.
L’osteopatia rappresenta un valido aiuto nelle fasi delicate di vita, tra cui la terza età, in quanto allevia le problematiche strutturali o funzionali del soggetto in questione, favorendone la mobilità.

