La lombalgia, più comunemente mal di schiena, risulta al primo posto tra le problematiche muscoloscheletriche in tutto il mondo e il numero di prevalenza di tale disturbo è aumentato sostanzialmente negli ultimi decenni (Malfliet et al., 2019). Le revisione sistematiche relative alla lombalgia riportano una correlazione lineare tra l’età e l’incidenza della patologia, più specificamente, gli individui di età compresa tra 20 e 59 anni hanno una prevalenza del 19,6%, mentre la prevalenza nelle persone anziane è del 25,4% (Meucci et al., 2015). Oltre al dolore, la problematica in esame comporta anche disabilità e quindi limitazione del movimento.
Le cause di tale disturbo sono molteplici, infatti la lombalgia può essere classificata in quattro categorie:
- Lombalgia causata da un problema non relativo alla colonna lombare, per lo più di origine viscerale (per esempio, calcoli renali);
- Lombalgia causata da una patologia della colonna lombare o del midollo spinale (per esempio un ascesso epidurale);
- Lombalgia che si verifica con dolore radicolare (ernia del disco intervertebrale);
- Lombalgia con dolore lombare non specifico.

Secondo French et al. (2019) la diagnosi di lombalgia si effettua tramite i seguenti esami specifici:
- Esami radiografici (Rx);
- Tomografia computerizzata (TC);
- Risonanza magnetica (RM)
Il dolore lombare non specifico, tuttavia si differenzia dagli altri tipi di lombalgia in quanto non è possibile una diagnosi specifica, rappresenta inoltre circa il 90% di tutto il dolore lombare osservato nel sistema sanitario nazionale (Traeger et al., 2017).
Nei casi della lombalgia non specifica, le attuali linee guida raccomandano una gestione non farmacologica e non invasiva (Malfliet et al., 2019).
Il paziente viene così indirizzato verso la terapia conservativa (osteopatia, fisioterapia, esercizi domiciliari ecc) e gli viene consigliata anche una discreta attività fisica (O’Connell et al., 2017).
Quindi è soprattutto nei confronti della lombalgia con causa aspecifica ma anche per le situazioni di radicolopatie (lombosciatalgie) che l’osteopatia diviene un valido sostegno per alleviare la sintomatologia, come viene enfatizzato da una ricerca di Franke et. al del 2014.
L’osteopatia aiuta il sistema muscolo-scheletrico a ritornare in salute e in equilibrio e promuove la funzione ottimale dei tessuti del corpo utilizzando una varietà di tecniche manuali per migliorare la funzione del corpo.
Per tale motivo è consigliabile rivolgersi ad un osteopata se si soffre di lombalgia acuta o cronica non specifica.
BIBLIOGRAFIA
- Franke, H., Franke, J.-D., Fryer, G., 2014. Osteopathic manipulative treatment for nonspecific low back pain: a systematic review and meta-analysis. BMC Musculoskelet Disord 15.
- French, S.D., Green, M.E., Bhatia, R.S., Peng, Y., Hayden, J.A., Hartvigsen, J., Ivers, N.M., Grimshaw, J.M., Booth, C.M., Rühland, L., Norman, K.E., 2019. Imaging use for low back pain by Ontario primary care clinicians: protocol for a mixed methods study – the Back ON study. BMC Musculoskelet Disord 20.
- Malfliet, A., Ickmans, K., Huysmans, E., Coppieters, I., Willaert, W., Van Bogaert, W., Rheel, E., Bilterys, T., Van Wilgen, P., Nijs, J., 2019. Best Evidence Rehabilitation for Chronic Pain Part 3: Low Back Pain. J Clin Med 8.
- Meucci, R.D., Fassa, A.G., Faria, N.M.X., 2015. Prevalence of chronic low back pain: systematic review. Rev Saude Publica 49.
- O’Connell, N.E., Cook, C.E., Wand, B.M., Ward, S.P., 2016. Clinical guidelines for low back pain: A critical review of consensus and inconsistencies across three major guidelines. Best Pract Res Clin Rheumatol 30, 968–980
- Traeger, A., Buchbinder, R., Harris, I., Maher, C., 2017. Diagnosis and management of low-back pain in primary care. CMAJ 189, E1386–E1395.
